Accett-azione (Racconto all'arma bianca)
Personaggi:
Un ascista
Un accettista
Uno scurista
Come ben sa chi mi conosce, amo scurire le scuri, trovo che una scure scura sia
da preferire ad una scure non scurita, in quanto il riverbero dei raggi, (se il
cielo non si oscura) su di una scure non scurita, potrebbe distrarre l'operatore
che la scure maneggia.
Comunque mi trovavo ai margini di un boschetto, dove avrei dovuto usare la mia
scure, e come sempre iniziavo la pratica di scurimento della scure quando fui
distratto da due voci, che poco lontano discutevano: "Lascia l'ascia !" "mai !,
piuttosto tu, accetta l'accetta!"...
La conversazione sembrava dovesse protrarsi all'infinito, perciò mi decisi e
avvicinandomi ai due colleghi taglialegna, con tono conciliatorio dissi: "Suvvia
questo e' un lavoro da compiere di giorno e se andate avanti cosi arriverete a
sera e come sapete con lo scuro la scure scurita o no non si manovra, piuttosto
spiegatemi il motivo del contendere"
"Esimio scurista dalla scure scurita, so bene che con lo scuro la scure, scurita
o non scurita è bene che resti scure inanimata, perciò prima che sia scuro
voglio convincere il mio collega a restituirmi la mia ascia che avevo lasciato
incustodita scambiandola nuovamente con l'accetta del mio amico, accetta che non
vuole accettare, e che mi sono ritrovato al posto dell'ascia mia, lasciata
all'accettazione della legneria, come se l'accetta lasciata, l'ascia potesse
sostituire .. io non l'accetto!"
E l'altro, di rimando: "Chi lascia l'ascia all'accettazione lascia con questa
anche il diritto d'uso, d'altronde al suo posto lasciai l'accetta
all'accettazione e lasciandola ti ho messo in condizione di poter comunque
accettare sui tronchi, quindi lasciami l'ascia e lascia perdere l'accetta
scambiata all'accettazione".
"Maledetto lascia la mia ascia e accetta la tua accetta, altrimenti ti accetto,
io non lascerò mai perdere la mia ascia!"
Nel frattempo il cielo si stava scurendo e la scure luminosa della luna con
fatica frangeva l'oscurarsi del cielo, io e la mia scure scurita assistevamo
all'oscura trama che si stava svolgendo nell'approssimarsi della notte che si
prefigurava oscura come non mai.
Ma ecco improvvisamente quel lampo di genio che squarciando l'oscurità
metaforica e non dette a me, oscuro scuritore di scuri, la possibilità di
risolvere la questione.
"Ascendere a questi monti dopo aver scordato l'ascia all'accettazione, dimostra
l'ascesi dell'ascista, ascendere senz'ascia in questi giorni in cui si celebra
l'ascensione, ha un grande valore morale se si accetta l'accetta lasciata
all'accettazione, l'ascetico ascista volto al raggiungimento della perfezione
ascistica, può e deve vincere il valore limitante dello strumento: l'ascia,
l'accetta e la scure, in fondo sono solo una strada, l'ascella nell'uso di
qualsiasi di questi ferri, suda, e non importa all'ascella che tu sia asceso
asceticamente nel periodo dell'ascensione lasciando l'ascia all'accettazione
dove l'accetta trovasti."
A queste parole i due ristettero, abbassarono lo sguardo e si abbracciarono
piangendo; l'accettatore insistè con l'ascista affinchè accettasse la sua
accetta definitivamente, l'ascista lasciava la proprietà dell''ascia
all'accettatore e nessuno parlò più di ciò che era stato lasciato
all'accettazione.
il cielo intanto scuriva sempre più, io, scurista filosofo, rimisi la mia scure
scurita nel porta scure mentre il chiarore si perdeva scureggiando incontro alla
notte, me ne tornai all'accettazzione con la mia scure scurita, scureggiando
sicuro, come solo i cieli al tramonto e gli scuristi scuritori di scuri sanno
fare nell'oscurità.
Fabio Cappellini 24-07-2010
Omaggio ad Achille Campanile.