Grazie Fabio, mi viene da ricordare la nostra vera ricerca:
"Ordo ab cao"
Credo che dopo avere demolito l'ordine costituito, perchè è di quello
che tratti ...si debba comunque ricostruire...l'anno vecchio ormai è
un contenitore vuoto, il contenitore pieno è l'anno nuovo e ben venga,
con il suo carico esaustivo di speranze!
Se ciascuno si riappropiasse della propria coscienza critica avremmo
ancora una speranza. Ma dove si forma la coscienza critica? In
famiglia, e soprattutto a scuola. E cosa occorre a scuola? Ottimi
insegnanti, intelligenti, aperti, informati, flessibil, talmente
carismatici da far concorrenza a Maria De Filippi e al Grande
Fratello...Li abbiamo?No.
Qualcuno ha interesse a valorizzare quei pochi che ci sono? No, al
contrario. Qualcuno ha interesse a formarne di nuovi? No, per carità.
E allora di che cosa stiamo parlando?
(Sia chiaro che sono pienamente d'accordo su ogni parola che hai
scritto, Fabio)
è una battaglia contro i mulini a vento. in questo, non si può pagare
il conto per gli altri, nè far prestiti o credito.
a ognuno le sue priorità e il suo conseguente esame di coscienza.
Carissimo Fabio,
il panorama che ci presenti è veramente sconsolante ...e penso,
purtroppo che il peggio non lo abbiamo ancora visto.
La soluzione che proponi nelle due frasi di Gandhi ma poiché penso che
i vertici della Piramide non la recepiranno sta alla base
rimboccarseli dalle spalle rimboccandosi le maniche e praticando ciò
che lo stesso Gandhi ha insegnato la "DISOBBEDIENZA CIVILE NON
VIOLENTA".
Giusto, la mancanza principale di questa società è nei sani valori,
scambiati con propaganda o programmi così falsi da essere definiti
reality. In compenso, da che mondo è mondo, quando hai toccato il
fondo non puoi far altro che risalire. Speriamo solamente di esserci
anche noi... In ognii caso, Buon Anno a tutti
Grazie Fabio. Lo scenario effettivamente è desolante e la prima
sensazione è di impotenza. La speranza è che chi ha avuto la fortuna
di aprire gli occhi e "vedere realmente" aiuti altri a farlo, creando
così una reazione a catena. In questo senso credo molto nel giusto uso
di questo network e in un suo utilizzo che lo trasformi da "grande
occhio" sugli utenti a voce potente...
Chi ha parlato di speranza ha ragione, ma la speranza e' un seme da
far crescere con cure e attenzioni.
Buon Anno a tutti, a chi si sente di potercela fare e anche a quelli
che hanno perso quella speranza, il bene delle persone che ti stanno
vicino è la forza su cui poter contare.
Il sistema economico.finanziario dell'ultimo decennio si e' dimostrato
"isterico" e purtroppo in mano a personaggi (piu' o meno
spregiudicati) che dopo aver respirato la "polvere degli angeli"
entrano nelle borse di tutto il mondo e, seguendo onde emotive legate
a fatti, spesso insignificanti, "decretano" la fine o la gloria di
aziende. Quindi il destino di molti lavoratori, che si alzano all'alba
per andare a lavorare e' legato all'umore o ai timori di giovincelli
neolaureati che giocano in un circo chiamato BORSA con le vite e i
destini di migliaia di famiglie.
Questo e' un pensiero che mi preoccupa molto, e mi fa sentire come su
un aereo senza pilota.........
Mi auguro che la crisi attuale sia d'esempio a tutti coloro che
pensavano che il denaro si guadagni pigiando i tasti di un computer,
per scrivere numeri che non hanno alcun senso reale.
Ciao salvatore, ho paura che purtroppo non sia servito a nulla. Sento
parlare di crisi finita ma mi chiedo se debba ancora iniziare visto il
gran numero di disoccuppati e cassintegrati; o forse sono io che non
ho capito nulla..
L'italia Fabio purtroppo cortocircuita sempre su parole svuotate di
sostanza, vive per i lustrini, gli applausi e le passerelle.-Soffre
della stessa malattia della mass-borghesia, di cui e' la Mamma.- Il
quadro da te esposto e' esatto e mi complimento con la tua capacita'
di sintesi, ma consideriamo positivamente la nostra Italia che
comunque ci favivere
liberi, dove la fantasia e' permessa, seppure legata al compromesso
obbligatorio.- Una colonia, forse, ma dove ancora tutto e' possibiel.Tutto
dico tutto anche una ripresa della economia, nel mondo rappresentiamo
il trionfo delle arti, delle , scienze e della civilta'.- La mia
generazione ( classe 43) purtroppo vi ha mal cresciuto nella
abbondanza e anche nel lusso, dimenticandoci della poverta del
dopoguerra, e e' umano che al meglio ci si abitua rapidamente, al
peggio si fa una fatica enorme.- Sono certa che i giovani che stanno
attraversando questa crisi economica, sapranno riconoscere le cose piu
essenziali della vita e apporteranno miglioramenti sia sul piano
sociale che spirituale.- La generazione dei miei genitori ha subito
due guerre mondiali, ebbene ora e' una guerra a livello economico, con
armi invisibili, ma comunque e' guerra.- Che il 2010 sia un Anno di
pace e di Amore, questo e 'Augurio di una nonna lontana, con tanta
nostalgia dell'Italia.-
Grazie Ivana, anche il tuo intervento lo giudico importante e pure tu
hai detto qualcosa di vero....
il punto e' che il valore trasmesso dalle generazioni precedenti alla
nostra, che uscivano dalle miserie secolari del mondo agricolo, dallo
sfruttamento della prima industria e dalle guerre, e' stato di tipo
materiale, il risparmio, il bene immobile, il lavoro che porta ad una
vita di agi.
nessun accenno o solo marginale a solidarieta', a senso civico, alla
cosa pubblica ...
ma la mia generazione qualcosa ha appreso se non direttamente,
attraverso strumenti e movimenti....
e io mi sento affrancato da questo tipo di educazione.
quello che sto trasmettendo a mio figlio e' diverso, piu' giusto e
vero, e si basa sul bello e sul senso di giustizia.
Caro Fabio, hai perfettamente ragione, quando ero giovane, si pensava
solo a vestire bene e mettere le scarpe del colore della borsetta,
ricordo i salotti della Roma bene, con discorsi a dir poco demenziali,
certamente oggi in buona parte dei giovani c'e piu' consapevolezza e
perche' no anche piu' generosita'.- Il volontariato ad esempio ai mieitempi
non lo praticava nessuno tranne le strutture religiose, ora una parte
della umanita' dico che e' migliore, e questo mi rende orgogliosa di
partecipare e di essere vicina ai giovani.- Ai miei tempi ci si
innamorava dell'uomo che ti sposava, oggi sposano l'uomo che amano.-
Grazie alla tecnologia, tutto si puo' comunicare e conoscere, mi duole
soltanto che io non ho avuto ai miei tempi dei mezzi di comunicazione
di massa.- Ti faccio i miei migliori Auguri a te e tutti gli uomini di
Buona volonta', che la pace sia con noi, e' 2010 anche qui in New
Messico.- Cerchiamo di vedere la crisi economica, come necessita' di
sentirci piu vicini e riscoprire i valori dello spirito, della
solidarieta' e dell'amicizia, per tanto tempo trascurati.- Un
abbraccio, nonnaivana
«Una confortevole, levigata, ragionevole, democratica non-libertà
prevale nella civiltà industriale avanzata, segno del progresso
tecnico»
L'uomo a una dimensione - Herbert Marcuse
*
La società crea bisogni artificiali, in questo modello la vita
dell'individuo si riduce al bisogno atavico di produrre e consumare,
senza possibilità di resistenza. La libertà è solo la possibilità di
scegliere tra molti prodotti diversi.
I mezzi di comunicazione di massa come strumenti di informazione e di
divertimento, sono in realtà agenti di manipolazione e di
indottrinamento.
Questa "democratica non-libertà" permea tutto di sé, niente le sfugge,
neanche gli strati tradizionalmente "anti-sistema" come la "classe
operaia", che si è pienamente integrata nel sistema stesso. I governi
occidentali sono e saranno occupatissimi, non a risolvere alla radice
i problemi, ma a spostarli nel tempo, facendo mantenere alla
popolazione il tenore di vita di ieri, anche se alla lunga sarà
impossibile. La gente deve abituarsi a impoverirsi lentamente. Un
giorno gli tagliamo le pensioni, dopo un mese diamo un taglio alla
sanità, poi li obblighiamo ad andare un po’ meno in vacanza e se anche
vanno al ristorante, invece che mangiare dall’antipasto al dolce, per
problemi di costi, sceglieranno il piatto unico. In questo modo i
governi riescono a controllare l’insoddisfazione delle masse, al
massimo potrà accadere che qualche pazzo attacchi il premier con un
corpo contundente, altri mettano una bombetta all’università o sotto
il metro, ma la massa rimane sotto il controllo del potere costituito,
a costo di abbassare il livello d’informazione sui giornali e nei
media. Per mantenere il potere, una ristretta cerchia di oligarchici
(nel mondo occidentale, Italia compresa) ha dapprima distrutto la
classe borghese e ora osserva l’agonia di un popolo che ogni giorno si
impoverisce sempre più, ma senza che il popolo se ne renda realmente
conto e si incazzi più di tanto. Possibilità di
cambiamento?!?.........
...... buona fortuna, si salvi chi può !!!
in parte le vostre tesi possono essere anche condivisibili. ma nel
resto vedo un bel po' di retorica, sia pure di alto livello. paolo,
preferivi forse il tempo della lotta di classe? una nazione o e'
democratica o non lo e'. e non esistono sistemi migliori di quelli che
abbiamo nel mondo occidentale. e' sufficiente porsi una domanda:
viviamo complessivamente meglio adesso o 50/60 anni fa?
Ciao Bruno, lungi da me da voler far retorica (non ne abbiamo bisogno
e non serve a nessuno) e dal pretendere di aver ragione. Ho espresso
solo la mia opinione, spero sinceramente di sbagliarmi. Alle tue
domande, chiaramente rispondo con le mie piccole certezze di uomo
comune.
a) preferivi la lotta di classe? queste cose le lascio a Karl Marx.
L'omologazione culturale spinta al consumismo più deleterio (l'uomo
macchina alla Charlie Chaplin in "Tempi moderni", produci, consuma,
crepa) non è piacevole. Infatti, dopo il comunismo ha fallito, ed è un
dato di fatto, anche il capitalismo. Non a caso la crisi economica
mondiale a cui stiamo assistendo mostra con ogni evidenza la natura
strutturalmente fallace del capitalismo. La crisi non è finanziaria,
ma di sistema, perché la radice della sua scaturigine (l’esplosione
della bolla speculativa dei mutui subprime negli Stati Uniti
d’America) è una pratica di indebitamento di massa che ha causa
nell’impoverimento endemico della società nord-americana e quindi
nella politica di compressione salariale con cui, negli ultimi
trent’anni, il capitalismo ha tentato di estorcere il massimo del
plusvalore e compensare la sovrapproduzione. Nella natura sistemica e
organica della crisi scorgiamo quindi il fallimento del capitalismo.
Non a caso adesso ci stiamo reinventando, ma in quale direzione?
b) una nazione o e' democratica o non lo e'? la democrazia, è ben
altra cosa di quella attuale. In Italia, e nel mondo occidentale, la
democrazia rappresentativa è diventata oligarchia, ovvero il governo
in cui la cosa pubblica è concentrata in mano di pochi.
“La democrazia per sua natura, richiede l'assenso, la fiducia e la
partecipazione dei cittadini. Invece le istituzioni democratiche sono
avvolte da un clima di sfiducia. Le cause le aveva già individuate
Luigi Sturzo quando denunciava i tre mali del suo tempo, che ora si
sono rafforzati: la partitocrazia, lo statalismo e lo sperpero del
denaro pubblico.
Norberto Bobbio parlava di "promesse non mantenute della democrazia".
Esse sarebbero principalmente le seguenti: 1) la promessa della
sovranità popolare è stata smentita dalla crescita delle burocrazie
pubbliche con tendenze oligarchiche e gerarchiche; 2) la nascita di
una società pluralistica ha finito per soffocare il presupposto
individualistico, cosicché l’individuo singolo, non affiliato ad una
organizzazione, è di fatto privo di soggettività politica autonoma; 3)
è cresciuto il contrasto fra l’incompetenza del cittadino, messo di
fronte a problemi sempre più complessi, e l’esigenza di soluzioni
tecniche accessibili solo a specialisti; 4) la diffusione del
conformismo di massa e dell’apatia politica, incoraggiati dagli
strumenti di comunicazione di massa; 5) la democrazia non ha sconfitto
il potere oligarchico; 6) il principio democratico si è affermato
esclusivamente entro alcuni spazi limitati; 7) la democrazia non ha
eliminato il cosiddetto "potere invisibile", specie nel governo
pubblico dell’economia e nelle comunicazioni di massa.
c) viviamo meglio adesso o 50/60 anni fa? mio padre che ha 80 anni mi
dice che vivevamo meglio nel dopoguerra. C'erano tante speranze.
Ricostruire un Paese, ricchezza, giustizia e lavoro per tutti. Poi,
ogni generazione migliorava ed era più ricca di quella precedente.
Adesso le generazioni attuali hanno iniziato, per la prima volta ad
essere più POVERE di quelle precedenti e non sappiamo come invertite
la tendenza.
Caro Bruno, io non voglio "disturbare" il tuo ottimismo. Spero
sinceramente che tu abbia ragione te, lo spero di cuore. Credimi !!!
ciao, paolo, io non sono mai stato particolarmente ottimista e non
sono mai vissuto di certezze. non sono cosi bravo come te a scrivere
con questo diabolico strumento.sintetizzo: non conosco una terza via
tra statalismo e capitalismo e non ritengo che questo sia
fallito.certo e' necessario un maggior controllo e mi sembra che la
direzioneintrapresa
dai governi occidentali sia in tal senso. obama e' diventato
presidente degli s.u. e nessuno poteva immaginarlo. e' o non ' la
massima espressione di democrazia?. le caste sono sempre esistite, in
modo particolare in italia, ma sta a noi, con il nostro voto,
contribuire se non ad abbatterle, quanto meno ad attenuarne il potere.
abbiamo avto una crisi spaventosa ed uscirne non sara' ne facile ne
breve, ma il libero mercato ha sempre saputo reagire. pensa alla crisi
del 1929. non mi dare del berlusconiano ma anch'io sono convinto che
una visione esageratamente pessimista sia un freno.
Una visione delle cose immutabile e' meno pericolosa?
Paolo quando definisce Il sottotipo di "democrazia" Italiana e
purtroppo occidentale in genere (ma in questo stiamo insegnando,
purtroppo a mezzo mondo) come Oligarchia, centra la questione.
Il fatto che si definisca ancora Democrazia, non significa che lo sia
nell'eccezione originaria.
Originariamente, la repubblica e la democrazia avevano cariche brevi e
rinnovabili solo a certe condizioni.
La Casta oligarchica, si guarda bene dal mettere freni a se stessa, ed
i personaggi da perpetuare , guarda caso, sono sempre gli stessi
per25-35 anni....
il fatto di scegliere chi gestisce il potere tra 2 o 3 persone
nell'arco di un quarto di secolo, mi deve tranquillizzare sulla democraticità della societa'?
fabio, io non sostengo che abbiate torto, anzi, ti ripeto che
condivido alcune vostre tesi, ma tra una democrazia perfetta come voi
sognate e la relta' insiste purtroppo un abisso.nel mondo non esiste
un sistema migliore o se preferite meno peggio di quello esistente
nell'occidente. anche il metodo dell preferenze ha presentato elementiestremamente
negativi. molti apprezzano ed io tra questi il sistema americano nel
quale chi vince prende tutto, ma le criticita' non vengono
eliminate.evidenziare determinate storture non e' difficile, difficile
e' indicarne i rimedi e questi , nei vostri interventi .non sono
emersi
Oddio, non volevo...
non volevo arrivare fino a questo punto. Non saremo davvero noi a
salvare l'Italia, con le nostre opinioni in un blog.
Rimaniamo piuttosto in tema. Fabio parlava di una società in decadenza
priva ormai di etica, di spiritualità, vero?!?
Bene, riporterò qui autorevoli opinioni a riguardo...
Il 1989 segnò il crollo dell’Est comunista. Venti anni dopo, il 2009
vede, secondo Nouriel Roubini (docente ed economista, professore di
economia alla New York University), il crollo dell'Occidente e del suo
capitalismo liberista. Nouriel Roubini parla della “più grande bolla
finanziaria e creditizia della storia”. E afferma senza indugio: “Il
sistema finanziario del mondo ricco si sta dirigendo verso un crollo”.
Non è solo un disastro finanziario, perché il Mercato è stato la
moderna religione dell’Occidente: è anche un fallimento ideologico e
morale !!!!!!!
Inoltre, vorrei ricordare anzitutto due differenze sostanziali fra la
famosa crisi del 1929 e quella del 2009:
la crisi di oggi è di natura finanziaria (mutui subprime e prodotti da
essi derivati), che ovviamente genera forti ricadute sull’economia
reale.
Quella del ’29 fu invece una crisi industriale, che si trasformò in
una pesantissima recessione a causa di una folle concatenazione di
gravi errori di politica economico/in- dustriale.
Bene, la tempesta è appena cominciata e non si sa quando e come ne
usciremo.
Riconoscendo l’enormità del fallimento attuale dell’Occidente, si
evita di usare lo stesso paraocchi ideologico dei comunisti, che,
incuranti delle smentite della storia, continuavano a professare la
“dottrina marxista” come la scienza economica e sociale definitiva e
infallibile. Certi liberisti puri e duri oggi sono egualmente
dogmatici. Il “rischio Argentina”, la bancarotta, è un fantasma che
però agita i sonni di tanti.
Il crollo del comunismo del 1989 ebbe un’interpretazione ufficiale,
tanto sbandierata quanto sbagliata. Fu il testo di Francis Fukuyama,
“La fine della storia e l’ultimo uomo” (1992). Vi si proclamava
l’Occidente democratico e capitalistico come universale approdo della
storia del mondo. Il “trionfo dell’Occidente” che pretendeva di
concludere idealmente la storia fu tradotto dagli Usa di Clinton con
il “pensiero unico” del mercato e dell’uomo consumatore (il primato
assoluto dell’economia ebbe la sua traduzione tecnocratica anche
nell’Europa della moneta unica).
Al regno universale del mercato fu annessa anche la Cina
(ufficialmente nel 1994 con l’ingresso nel WTO) e nacque quella che
Giulio Tremonti ha chiamato la “Chimerica”, ovvero Cina più America.
Con la new economy e con il sistema statunitense che continuava a
indebitarsi per finanziare i consumi privati e la Cina che produceva
per l’Occidente comprando il debito degli americani. Sono le premesse
del collasso odierno.
Nel 2001 ci fu la prima smentita della storia: l’11 settembre, le
“Torri gemelle”, così vicine a Wall Street. Cosa significava quel
fatto lo aveva spiegato in anticipo Samuel Huntington nel suo “Lo
scontro di civiltà” (1996). Huntington criticava il “nuovo ordine
mondiale”, in polemica con Fukuyama, spiegando che non esiste solo il
mercato e che la storia è fatta di diverse civiltà, culture, religioni
e identità. Le quali non si fanno spazzar via dalla religione del
produrre e consumare. Huntington ammonì che quella mercatista era una
“illusione di armonia destinata ben presto a rivelarsi appunto tale”.
Infatti arrivò l’11 settembre 2001. Confermando l’analisi di
Huntington che vedeva la cultura islamica fra le più refrattarie
all’omologazione occidentale. Paradossalmente il testo di Huntington
fu poi usato (suo malgrado) in chiave “neocon” come premessa
ideologica del progetto di esportazione della democrazia, ovvero delle
guerre di Bush. Che è stato un altro tentativo – fallito – di
omologare il mondo al modello occidentale.
Ma perché siamo arrivati a questo? Dove abbiamo sbagliato? E’
inverosimile che ad accendere una luce siano coloro che hanno
provocato la notte. Ma dov’è un intellettuale, un libro, un pensiero
che può accendere una luce diversa nella notte?
-Antonio Socci scrive:
<< Buttare Smith
Consiglio un profetico saggio di Joseph Ratzinger del 1985 che
annunciava (con anni di anticipo) sia il crollo del comunismo che del
capitalismo liberista. In sintesi Ratzinger punta il dito sull’idea
“risalente a Adam Smith” che sta alla base del pensiero liberista e
della rapacità e degli errori che hanno portato gli Usa al collasso.
Per questa idea “il mercato è incompatibile con l’etica, giacché i
componenti volontaristicamente ‘morali’ sono contrari alle regole del
mercato e non farebbero altro che tagliar fuori dal mercato gli
imprenditori ‘moraleggianti’. Per questo l’etica economica è stata
considerata per molto tempo come un ‘ferro di legno’, perché
nell’economia si deve guardare solo all’efficienza e non alla
moralità. La logica interna del mercato ci dispenserebbe dalla
necessità di dover fare affidamento sulla moralità più o meno grande
del singolo soggetto economico, in quanto il corretto gioco delle
regole del mercato garantirebbe al massimo il progresso e pure
l’equità della distribuzione”. Sebbene si definisca “liberista”,
obietta Ratzinger, questa filosofia, nella sua essenza, è
“deterministica” perché presuppone che “il libero gioco delle forze di
mercato spinga verso una sola direzione, cioè verso l’equilibrio fra
offerta e domanda, verso l’efficienza economica e il progresso”, con
lo “sconcertante presupposto” che “le leggi naturali del mercato sono
essenzialmente buone e conducono necessariamente al bene, senza
dipendere dalla moralità della singola persona”.
La realtà dice l’opposto e non solo con la crisi attuale, ma – già
prima - con le grandi contraddizioni planetarie prodotte dall’economia
capitalistica: la fame e la miseria di tre quarti dell’umanità,
squilibri e tensioni sociali crescenti e gravissime devastazioni
ambientali. Il marxismo, spiega Ratzinger, è un “determinismo” ancora
più spinto, perciò più violento e fallimentare (“promette la totale
liberazione come frutto di un determinismo”). Entrambi i casi si
basano sull’utopia ideologica di un meccanismo così perfetto – come
diceva Eliot – da rendere inutile all’uomo essere buono. Invece,
spiega Peter Koslowski, “l’economia non è retta solo dalle leggi
economiche, ma è guidata dagli uomini”.
L’eliminazione del “fattore uomo” nel marxismo è stata radicale. Nel
liberismo più sfumata, ma simile e alla fine il profitto come regola a
se stesso ha prodotto il disastro. Occorre qualcosa che stia sopra al
profitto e sopra al meccanismo della produzione. Ma qua la crisi
planetaria si intreccia con la scelta individuale, con ciò che rende
personalmente “buono” l’essere umano. Quindi con Dio. Tremonti nel suo
libro “La paura e la speranza” ha il merito di averlo intuito. E di
aderire all’appello della Chiesa – davanti a questa grande crisi di
civiltà - di un radicale ripensamento delle nostre scelte individuali
e collettive, di un’autocritica e di una grande conversione. >>
Bene, io personalmente NON ho letto il libro di Tremonti consigliato
da Socci... e in quel libro il RIMEDIO...?!?
chissà, potrebbe essere...
Nel Post che ha dato il via a questa discussione ho indicato come
centrale il problema della sostituzione di valori etici con quelli del
possesso promossi da media, per le convenienze del mercato e del
potere.
Non credo che la ricetta salvifica sia nelle parole di un leader
religioso, ne tantomeno nelle pagine di un libro scritto da una
persona che per quanto capace e lungimirante, ha la sua collocazione
proprio in cima al vertice di quella piramide di cui parlavamo.
D'altra parte e' il malessere stesso delle persone che suggerisce il
bisogno di un sistema diverso, che potrebbe essere anche un evoluzione
di questo , o una contaminazione tra socialismo e capitalismo come
Cina, ma a prezzi altissimi per la dignità individuale, che è da
sempre l'ingranaggio basilare del motore che da la spinta evolutiva al
genere umano.
Non credo che il sistema sia totalmente da buttare, ma sostengo che le
riforme devono essere dolorosamente radicali: le cose si evolveranno
per merito della massa scontenta, nessuno e' convinto che la crisi sia
finita, solo la propaganda continua a parlare in questi termini, se
anche assisteremo ad una ripresa economica, restera' la consapevole
sensazione di stare vivendo una vita in un contesto non nostro,
imposto.
La spiritualità ci aiutera', certamente a trovare una soluzione
migliore, d'altra parte esiste una religiosità o meglio una sacralità
alternativa e allo stesso tempo comune a ogni sistema dogmatico.
L'uomo , il centro del tutto, nel rispetto pieno di ogni
individualità: nel concedergli i tempi necessari al pensiero, nel
lasciare che si aggreghi e che si esprima in modo autonomo, grazie ad
una educazione corretta, priva di indottrinamenti, si puo' ritrovare
una vera spinta evolutiva, che deve essere prima di tutto DI PENSIERO
!...
Non e' un caso che io abbia citato ben tre frasi di Gandhi.
Una figura scomoda e mai rivalutata abbastanza nonostante sia ancora
recente nella prospettiva storica, il suo insegnamento.
Il potere lo sa.
Per questo non ne parla: Niente è più deflagrante di un popolo muto
che si pone con la sua forza di fronte ai potenti, senza essere
"contro", con la forza della non violenza e dell'autodeterminazione.
Forse è una pura utopia, ma i tempi e gli strumenti perchè questo
possa succedere realmente adesso ci sono, basterebbe un po' di
impegno, smettere di credere alla propaganda della frammentazione, del
dividi et impera.
E ricominciare a guardare al vicino di casa come ad una persona che
insieme a noi può amplificare la sua voce e dare nuovo vigore alle
proprie potenzialità.
Parlarne comunque serve.
E se ne parla troppo poco.