commenti alla decadenza del sistema occidentale
Alessio Begliomini 
Onestamente, da rimeditarmelo anche stanotte a mezzanotte.
Manuela Forlani 
Grazie Fabio, mi viene da ricordare la nostra vera ricerca:
"Ordo ab cao"
Credo che dopo avere demolito l'ordine costituito, perchè è di quello che tratti ...si debba comunque ricostruire...l'anno vecchio ormai è un contenitore vuoto, il contenitore pieno è l'anno nuovo e ben venga, con il suo carico esaustivo di speranze!
MariaPaola Patanè 
Se ciascuno si riappropiasse della propria coscienza critica avremmo ancora una speranza. Ma dove si forma la coscienza critica? In famiglia, e soprattutto a scuola. E cosa occorre a scuola? Ottimi insegnanti, intelligenti, aperti, informati, flessibil, talmente carismatici da far concorrenza a Maria De Filippi e al Grande Fratello...Li abbiamo? No. Qualcuno ha interesse a valorizzare quei pochi che ci sono? No, al contrario. Qualcuno ha interesse a formarne di nuovi? No, per carità. E allora di che cosa stiamo parlando?
(Sia chiaro che sono pienamente d'accordo su ogni parola che hai scritto, Fabio)
Antonella Gramigna 
....sarà un bel contenitore.......ci sono i presupposti!
Clizia Gallarotti 
è una battaglia contro i mulini a vento. in questo, non si può pagare il conto per gli altri, nè far prestiti o credito. 
a ognuno le sue priorità e il suo conseguente esame di coscienza.
Massimo Valerio 
Carissimo Fabio,
il panorama che ci presenti è veramente sconsolante ...e penso, purtroppo che il peggio non lo abbiamo ancora visto.
La soluzione che proponi nelle due frasi di Gandhi ma poiché penso che i vertici della Piramide non la recepiranno sta alla base rimboccarseli dalle spalle rimboccandosi le maniche e praticando ciò che lo stesso Gandhi ha insegnato la "DISOBBEDIENZA CIVILE NON VIOLENTA".
Gherardo Villani 
Giusto, la mancanza principale di questa società è nei sani valori, scambiati con propaganda o programmi così falsi da essere definiti reality. In compenso, da che mondo è mondo, quando hai toccato il fondo non puoi far altro che risalire. Speriamo solamente di esserci anche noi... In ognii caso, Buon Anno a tutti
Stefano Delle Rose 
Grazie Fabio. Lo scenario effettivamente è desolante e la prima sensazione è di impotenza. La speranza è che chi ha avuto la fortuna di aprire gli occhi e "vedere realmente" aiuti altri a farlo, creando così una reazione a catena. In questo senso credo molto nel giusto uso di questo network e in un suo utilizzo che lo trasformi da "grande occhio" sugli utenti a voce potente...
Fabio Cappellini 
Chi ha parlato di speranza ha ragione, ma la speranza e' un seme da far crescere con cure e attenzioni.
Buon Anno a tutti, a chi si sente di potercela fare e anche a quelli che hanno perso quella speranza, il bene delle persone che ti stanno vicino è la forza su cui poter contare.
Maurizio Ciolli 
Lottare sempre. Buon anno nuovo! Mau
Salvatore Caruso 
Il sistema economico.finanziario dell'ultimo decennio si e' dimostrato "isterico" e purtroppo in mano a personaggi (piu' o meno spregiudicati) che dopo aver respirato la "polvere degli angeli" entrano nelle borse di tutto il mondo e, seguendo onde emotive legate a fatti, spesso insignificanti, "decretano" la fine o la gloria di aziende. Quindi il destino di molti lavoratori, che si alzano all'alba per andare a lavorare e' legato all'umore o ai timori di giovincelli neolaureati che giocano in un circo chiamato BORSA con le vite e i destini di migliaia di famiglie.
Questo e' un pensiero che mi preoccupa molto, e mi fa sentire come su un aereo senza pilota.........
Mi auguro che la crisi attuale sia d'esempio a tutti coloro che pensavano che il denaro si guadagni pigiando i tasti di un computer, per scrivere numeri che non hanno alcun senso reale.
Stefano Delle Rose 
Ciao salvatore, ho paura che purtroppo non sia servito a nulla. Sento parlare di crisi finita ma mi chiedo se debba ancora iniziare visto il gran numero di disoccuppati e cassintegrati; o forse sono io che non ho capito nulla..
Fabio Cappellini 
Buon anno anche a te salvatore, contributo importante il tuo...
Ivana Zaurrini 
L'italia Fabio purtroppo cortocircuita sempre su parole svuotate di sostanza, vive per i lustrini, gli applausi e le passerelle.-Soffre della stessa malattia della mass-borghesia, di cui e' la Mamma.- Il quadro da te esposto e' esatto e mi complimento con la tua capacita' di sintesi, ma consideriamo positivamente la nostra Italia che comunque ci fa vivere liberi, dove la fantasia e' permessa, seppure legata al compromesso obbligatorio.- Una colonia, forse, ma dove ancora tutto e' possibiel.Tutto dico tutto anche una ripresa della economia, nel mondo rappresentiamo il trionfo delle arti, delle , scienze e della civilta'.- La mia generazione ( classe 43) purtroppo vi ha mal cresciuto nella abbondanza e anche nel lusso, dimenticandoci della poverta del dopoguerra, e e' umano che al meglio ci si abitua rapidamente, al peggio si fa una fatica enorme.- Sono certa che i giovani che stanno attraversando questa crisi economica, sapranno riconoscere le cose piu essenziali della vita e apporteranno miglioramenti sia sul piano sociale che spirituale.- La generazione dei miei genitori ha subito due guerre mondiali, ebbene ora e' una guerra a livello economico, con armi invisibili, ma comunque e' guerra.- Che il 2010 sia un Anno di pace e di Amore, questo e 'Augurio di una nonna lontana, con tanta nostalgia dell'Italia.-
Fabio Cappellini 
Grazie Ivana, anche il tuo intervento lo giudico importante e pure tu hai detto qualcosa di vero....
il punto e' che il valore trasmesso dalle generazioni precedenti alla nostra, che uscivano dalle miserie secolari del mondo agricolo, dallo sfruttamento della prima industria e dalle guerre, e' stato di tipo materiale, il risparmio, il bene immobile, il lavoro che porta ad una vita di agi.
nessun accenno o solo marginale a solidarieta', a senso civico, alla cosa pubblica ...
ma la mia generazione qualcosa ha appreso se non direttamente, attraverso strumenti e movimenti....

e io mi sento affrancato da questo tipo di educazione.
quello che sto trasmettendo a mio figlio e' diverso, piu' giusto e vero, e si basa sul bello e sul senso di giustizia.
Ivana Zaurrini 
Caro Fabio, hai perfettamente ragione, quando ero giovane, si pensava solo a vestire bene e mettere le scarpe del colore della borsetta, ricordo i salotti della Roma bene, con discorsi a dir poco demenziali, certamente oggi in buona parte dei giovani c'e piu' consapevolezza e perche' no anche piu' generosita'.- Il volontariato ad esempio ai miei tempi non lo praticava nessuno tranne le strutture religiose, ora una parte della umanita' dico che e' migliore, e questo mi rende orgogliosa di partecipare e di essere vicina ai giovani.- Ai miei tempi ci si innamorava dell'uomo che ti sposava, oggi sposano l'uomo che amano.- Grazie alla tecnologia, tutto si puo' comunicare e conoscere, mi duole soltanto che io non ho avuto ai miei tempi dei mezzi di comunicazione di massa.- Ti faccio i miei migliori Auguri a te e tutti gli uomini di Buona volonta', che la pace sia con noi, e' 2010 anche qui in New Messico.- Cerchiamo di vedere la crisi economica, come necessita' di sentirci piu vicini e riscoprire i valori dello spirito, della solidarieta' e dell'amicizia, per tanto tempo trascurati.- Un abbraccio, nonnaivana
Paolo Cefisi 
«Una confortevole, levigata, ragionevole, democratica non-libertà prevale nella civiltà industriale avanzata, segno del progresso tecnico» 
L'uomo a una dimensione - Herbert Marcuse
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La società crea bisogni artificiali, in questo modello la vita dell'individuo si riduce al bisogno atavico di produrre e consumare, senza possibilità di resistenza. La libertà è solo la possibilità di scegliere tra molti prodotti diversi. 
I mezzi di comunicazione di massa come strumenti di informazione e di divertimento, sono in realtà agenti di manipolazione e di indottrinamento.
Questa "democratica non-libertà" permea tutto di sé, niente le sfugge, neanche gli strati tradizionalmente "anti-sistema" come la "classe operaia", che si è pienamente integrata nel sistema stesso. I governi occidentali sono e saranno occupatissimi, non a risolvere alla radice i problemi, ma a spostarli nel tempo, facendo mantenere alla popolazione il tenore di vita di ieri, anche se alla lunga sarà impossibile. La gente deve abituarsi a impoverirsi lentamente. Un giorno gli tagliamo le pensioni, dopo un mese diamo un taglio alla sanità, poi li obblighiamo ad andare un po’ meno in vacanza e se anche vanno al ristorante, invece che mangiare dall’antipasto al dolce, per problemi di costi, sceglieranno il piatto unico. In questo modo i governi riescono a controllare l’insoddisfazione delle masse, al massimo potrà accadere che qualche pazzo attacchi il premier con un corpo contundente, altri mettano una bombetta all’università o sotto il metro, ma la massa rimane sotto il controllo del potere costituito, a costo di abbassare il livello d’informazione sui giornali e nei media. Per mantenere il potere, una ristretta cerchia di oligarchici (nel mondo occidentale, Italia compresa) ha dapprima distrutto la classe borghese e ora osserva l’agonia di un popolo che ogni giorno si impoverisce sempre più, ma senza che il popolo se ne renda realmente conto e si incazzi più di tanto. Possibilità di cambiamento?!?.........
...... buona fortuna, si salvi chi può !!!
 
Fabio Cappellini 
Porca miseria Paolo, ho paura di pensarla esattamente come te.
Percussi Silvia Liù 
non ho risponderti, parto tra poco o con calmaper Dubai, quando torno ti rispondo con calma. ciao auguri
Bruno Tamburini 
in parte le vostre tesi possono essere anche condivisibili. ma nel resto vedo un bel po' di retorica, sia pure di alto livello. paolo, preferivi forse il tempo della lotta di classe? una nazione o e' democratica o non lo e'. e non esistono sistemi migliori di quelli che abbiamo nel mondo occidentale. e' sufficiente porsi una domanda: viviamo complessivamente meglio adesso o 50/60 anni fa?
Paolo Cefisi 
Ciao Bruno, lungi da me da voler far retorica (non ne abbiamo bisogno e non serve a nessuno) e dal pretendere di aver ragione. Ho espresso solo la mia opinione, spero sinceramente di sbagliarmi. Alle tue domande, chiaramente rispondo con le mie piccole certezze di uomo comune. 
a) preferivi la lotta di classe? queste cose le lascio a Karl Marx. L'omologazione culturale spinta al consumismo più deleterio (l'uomo macchina alla Charlie Chaplin in "Tempi moderni", produci, consuma, crepa) non è piacevole. Infatti, dopo il comunismo ha fallito, ed è un dato di fatto, anche il capitalismo. Non a caso la crisi economica mondiale a cui stiamo assistendo mostra con ogni evidenza la natura strutturalmente fallace del capitalismo. La crisi non è finanziaria, ma di sistema, perché la radice della sua scaturigine (l’esplosione della bolla speculativa dei mutui subprime negli Stati Uniti d’America) è una pratica di indebitamento di massa che ha causa nell’impoverimento endemico della società nord-americana e quindi nella politica di compressione salariale con cui, negli ultimi trent’anni, il capitalismo ha tentato di estorcere il massimo del plusvalore e compensare la sovrapproduzione. Nella natura sistemica e organica della crisi scorgiamo quindi il fallimento del capitalismo. Non a caso adesso ci stiamo reinventando, ma in quale direzione? 
b) una nazione o e' democratica o non lo e'? la democrazia, è ben altra cosa di quella attuale. In Italia, e nel mondo occidentale, la democrazia rappresentativa è diventata oligarchia, ovvero il governo in cui la cosa pubblica è concentrata in mano di pochi.
“La democrazia per sua natura, richiede l'assenso, la fiducia e la partecipazione dei cittadini. Invece le istituzioni democratiche sono avvolte da un clima di sfiducia. Le cause le aveva già individuate Luigi Sturzo quando denunciava i tre mali del suo tempo, che ora si sono rafforzati: la partitocrazia, lo statalismo e lo sperpero del denaro pubblico.
Norberto Bobbio parlava di "promesse non mantenute della democrazia". Esse sarebbero principalmente le seguenti: 1) la promessa della sovranità popolare è stata smentita dalla crescita delle burocrazie pubbliche con tendenze oligarchiche e gerarchiche; 2) la nascita di una società pluralistica ha finito per soffocare il presupposto individualistico, cosicché l’individuo singolo, non affiliato ad una organizzazione, è di fatto privo di soggettività politica autonoma; 3) è cresciuto il contrasto fra l’incompetenza del cittadino, messo di fronte a problemi sempre più complessi, e l’esigenza di soluzioni tecniche accessibili solo a specialisti; 4) la diffusione del conformismo di massa e dell’apatia politica, incoraggiati dagli strumenti di comunicazione di massa; 5) la democrazia non ha sconfitto il potere oligarchico; 6) il principio democratico si è affermato esclusivamente entro alcuni spazi limitati; 7) la democrazia non ha eliminato il cosiddetto "potere invisibile", specie nel governo pubblico dell’economia e nelle comunicazioni di massa.
c) viviamo meglio adesso o 50/60 anni fa? mio padre che ha 80 anni mi dice che vivevamo meglio nel dopoguerra. C'erano tante speranze. Ricostruire un Paese, ricchezza, giustizia e lavoro per tutti. Poi, ogni generazione migliorava ed era più ricca di quella precedente. Adesso le generazioni attuali hanno iniziato, per la prima volta ad essere più POVERE di quelle precedenti e non sappiamo come invertite la tendenza.
Caro Bruno, io non voglio "disturbare" il tuo ottimismo. Spero sinceramente che tu abbia ragione te, lo spero di cuore. Credimi !!!
Bruno Tamburini 
ciao, paolo, io non sono mai stato particolarmente ottimista e non sono mai vissuto di certezze. non sono cosi bravo come te a scrivere con questo diabolico strumento.sintetizzo: non conosco una terza via tra statalismo e capitalismo e non ritengo che questo sia fallito.certo e' necessario un maggior controllo e mi sembra che la direzioneintrapresa dai governi occidentali sia in tal senso. obama e' diventato presidente degli s.u. e nessuno poteva immaginarlo. e' o non ' la massima espressione di democrazia?. le caste sono sempre esistite, in modo particolare in italia, ma sta a noi, con il nostro voto, contribuire se non ad abbatterle, quanto meno ad attenuarne il potere. abbiamo avto una crisi spaventosa ed uscirne non sara' ne facile ne breve, ma il libero mercato ha sempre saputo reagire. pensa alla crisi del 1929. non mi dare del berlusconiano ma anch'io sono convinto che una visione esageratamente pessimista sia un freno.
Fabio Cappellini 
Una visione delle cose immutabile e' meno pericolosa?
Paolo quando definisce Il sottotipo di "democrazia" Italiana e purtroppo occidentale in genere (ma in questo stiamo insegnando, purtroppo a mezzo mondo) come Oligarchia, centra la questione.
Il fatto che si definisca ancora Democrazia, non significa che lo sia nell'eccezione originaria.
Originariamente, la repubblica e la democrazia avevano cariche brevi e rinnovabili solo a certe condizioni.
La Casta oligarchica, si guarda bene dal mettere freni a se stessa, ed i personaggi da perpetuare , guarda caso, sono sempre gli stessi per25-35 anni....
il fatto di scegliere chi gestisce il potere tra 2 o 3 persone nell'arco di un quarto di secolo, mi deve tranquillizzare sulla democraticità della societa'?
Bruno Tamburini 
fabio, io non sostengo che abbiate torto, anzi, ti ripeto che condivido alcune vostre tesi, ma tra una democrazia perfetta come voi sognate e la relta' insiste purtroppo un abisso.nel mondo non esiste un sistema migliore o se preferite meno peggio di quello esistente nell'occidente. anche il metodo dell preferenze ha presentato elementiestremamente negativi. molti apprezzano ed io tra questi il sistema americano nel quale chi vince prende tutto, ma le criticita' non vengono eliminate.evidenziare determinate storture non e' difficile, difficile e' indicarne i rimedi e questi , nei vostri interventi .non sono emersi
Paolo Cefisi 
Oddio, non volevo...
non volevo arrivare fino a questo punto. Non saremo davvero noi a salvare l'Italia, con le nostre opinioni in un blog.
Rimaniamo piuttosto in tema. Fabio parlava di una società in decadenza priva ormai di etica, di spiritualità, vero?!?
Bene, riporterò qui autorevoli opinioni a riguardo... 
Il 1989 segnò il crollo dell’Est comunista. Venti anni dopo, il 2009 vede, secondo Nouriel Roubini (docente ed economista, professore di economia alla New York University), il crollo dell'Occidente e del suo capitalismo liberista. Nouriel Roubini parla della “più grande bolla finanziaria e creditizia della storia”. E afferma senza indugio: “Il sistema finanziario del mondo ricco si sta dirigendo verso un crollo”. Non è solo un disastro finanziario, perché il Mercato è stato la moderna religione dell’Occidente: è anche un fallimento ideologico e morale !!!!!!!
Inoltre, vorrei ricordare anzitutto due differenze sostanziali fra la famosa crisi del 1929 e quella del 2009:
la crisi di oggi è di natura finanziaria (mutui subprime e prodotti da essi derivati), che ovviamente genera forti ricadute sull’economia reale. 
Quella del ’29 fu invece una crisi industriale, che si trasformò in una pesantissima recessione a causa di una folle concatenazione di gravi errori di politica economico/in- dustriale. 
Bene, la tempesta è appena cominciata e non si sa quando e come ne usciremo. 
Riconoscendo l’enormità del fallimento attuale dell’Occidente, si evita di usare lo stesso paraocchi ideologico dei comunisti, che, incuranti delle smentite della storia, continuavano a professare la “dottrina marxista” come la scienza economica e sociale definitiva e infallibile. Certi liberisti puri e duri oggi sono egualmente dogmatici. Il “rischio Argentina”, la bancarotta, è un fantasma che però agita i sonni di tanti.
Il crollo del comunismo del 1989 ebbe un’interpretazione ufficiale, tanto sbandierata quanto sbagliata. Fu il testo di Francis Fukuyama, “La fine della storia e l’ultimo uomo” (1992). Vi si proclamava l’Occidente democratico e capitalistico come universale approdo della storia del mondo. Il “trionfo dell’Occidente” che pretendeva di concludere idealmente la storia fu tradotto dagli Usa di Clinton con il “pensiero unico” del mercato e dell’uomo consumatore (il primato assoluto dell’economia ebbe la sua traduzione tecnocratica anche nell’Europa della moneta unica). 
Al regno universale del mercato fu annessa anche la Cina (ufficialmente nel 1994 con l’ingresso nel WTO) e nacque quella che Giulio Tremonti ha chiamato la “Chimerica”, ovvero Cina più America. Con la new economy e con il sistema statunitense che continuava a indebitarsi per finanziare i consumi privati e la Cina che produceva per l’Occidente comprando il debito degli americani. Sono le premesse del collasso odierno. 
Nel 2001 ci fu la prima smentita della storia: l’11 settembre, le “Torri gemelle”, così vicine a Wall Street. Cosa significava quel fatto lo aveva spiegato in anticipo Samuel Huntington nel suo “Lo scontro di civiltà” (1996). Huntington criticava il “nuovo ordine mondiale”, in polemica con Fukuyama, spiegando che non esiste solo il mercato e che la storia è fatta di diverse civiltà, culture, religioni e identità. Le quali non si fanno spazzar via dalla religione del produrre e consumare. Huntington ammonì che quella mercatista era una “illusione di armonia destinata ben presto a rivelarsi appunto tale”.
Infatti arrivò l’11 settembre 2001. Confermando l’analisi di Huntington che vedeva la cultura islamica fra le più refrattarie all’omologazione occidentale. Paradossalmente il testo di Huntington fu poi usato (suo malgrado) in chiave “neocon” come premessa ideologica del progetto di esportazione della democrazia, ovvero delle guerre di Bush. Che è stato un altro tentativo – fallito – di omologare il mondo al modello occidentale.
Ma perché siamo arrivati a questo? Dove abbiamo sbagliato? E’ inverosimile che ad accendere una luce siano coloro che hanno provocato la notte. Ma dov’è un intellettuale, un libro, un pensiero che può accendere una luce diversa nella notte?
-Antonio Socci scrive:
<< Buttare Smith
Consiglio un profetico saggio di Joseph Ratzinger del 1985 che annunciava (con anni di anticipo) sia il crollo del comunismo che del capitalismo liberista. In sintesi Ratzinger punta il dito sull’idea “risalente a Adam Smith” che sta alla base del pensiero liberista e della rapacità e degli errori che hanno portato gli Usa al collasso. Per questa idea “il mercato è incompatibile con l’etica, giacché i componenti volontaristicamente ‘morali’ sono contrari alle regole del mercato e non farebbero altro che tagliar fuori dal mercato gli imprenditori ‘moraleggianti’. Per questo l’etica economica è stata considerata per molto tempo come un ‘ferro di legno’, perché nell’economia si deve guardare solo all’efficienza e non alla moralità. La logica interna del mercato ci dispenserebbe dalla necessità di dover fare affidamento sulla moralità più o meno grande del singolo soggetto economico, in quanto il corretto gioco delle regole del mercato garantirebbe al massimo il progresso e pure l’equità della distribuzione”. Sebbene si definisca “liberista”, obietta Ratzinger, questa filosofia, nella sua essenza, è “deterministica” perché presuppone che “il libero gioco delle forze di mercato spinga verso una sola direzione, cioè verso l’equilibrio fra offerta e domanda, verso l’efficienza economica e il progresso”, con lo “sconcertante presupposto” che “le leggi naturali del mercato sono essenzialmente buone e conducono necessariamente al bene, senza dipendere dalla moralità della singola persona”.
La realtà dice l’opposto e non solo con la crisi attuale, ma – già prima - con le grandi contraddizioni planetarie prodotte dall’economia capitalistica: la fame e la miseria di tre quarti dell’umanità, squilibri e tensioni sociali crescenti e gravissime devastazioni ambientali. Il marxismo, spiega Ratzinger, è un “determinismo” ancora più spinto, perciò più violento e fallimentare (“promette la totale liberazione come frutto di un determinismo”). Entrambi i casi si basano sull’utopia ideologica di un meccanismo così perfetto – come diceva Eliot – da rendere inutile all’uomo essere buono. Invece, spiega Peter Koslowski, “l’economia non è retta solo dalle leggi economiche, ma è guidata dagli uomini”.
L’eliminazione del “fattore uomo” nel marxismo è stata radicale. Nel liberismo più sfumata, ma simile e alla fine il profitto come regola a se stesso ha prodotto il disastro. Occorre qualcosa che stia sopra al profitto e sopra al meccanismo della produzione. Ma qua la crisi planetaria si intreccia con la scelta individuale, con ciò che rende personalmente “buono” l’essere umano. Quindi con Dio. Tremonti nel suo libro “La paura e la speranza” ha il merito di averlo intuito. E di aderire all’appello della Chiesa – davanti a questa grande crisi di civiltà - di un radicale ripensamento delle nostre scelte individuali e collettive, di un’autocritica e di una grande conversione. >>
Bene, io personalmente NON ho letto il libro di Tremonti consigliato da Socci... e in quel libro il RIMEDIO...?!?
chissà, potrebbe essere...
 
Fabio Cappellini 
Nel Post che ha dato il via a questa discussione ho indicato come centrale il problema della sostituzione di valori etici con quelli del possesso promossi da media, per le convenienze del mercato e del potere.
Non credo che la ricetta salvifica sia nelle parole di un leader religioso, ne tantomeno nelle pagine di un libro scritto da una persona che per quanto capace e lungimirante, ha la sua collocazione proprio in cima al vertice di quella piramide di cui parlavamo.
D'altra parte e' il malessere stesso delle persone che suggerisce il bisogno di un sistema diverso, che potrebbe essere anche un evoluzione di questo , o una contaminazione tra socialismo e capitalismo come Cina, ma a prezzi altissimi per la dignità individuale, che è da sempre l'ingranaggio basilare del motore che da la spinta evolutiva al genere umano.
Non credo che il sistema sia totalmente da buttare, ma sostengo che le riforme devono essere dolorosamente radicali: le cose si evolveranno per merito della massa scontenta, nessuno e' convinto che la crisi sia finita, solo la propaganda continua a parlare in questi termini, se anche assisteremo ad una ripresa economica, restera' la consapevole sensazione di stare vivendo una vita in un contesto non nostro, imposto.
La spiritualità ci aiutera', certamente a trovare una soluzione migliore, d'altra parte esiste una religiosità o meglio una sacralità alternativa e allo stesso tempo comune a ogni sistema dogmatico.
L'uomo , il centro del tutto, nel rispetto pieno di ogni individualità: nel concedergli i tempi necessari al pensiero, nel lasciare che si aggreghi e che si esprima in modo autonomo, grazie ad una educazione corretta, priva di indottrinamenti, si puo' ritrovare una vera spinta evolutiva, che deve essere prima di tutto DI PENSIERO !...
Non e' un caso che io abbia citato ben tre frasi di Gandhi.
Una figura scomoda e mai rivalutata abbastanza nonostante sia ancora recente nella prospettiva storica, il suo insegnamento.
Il potere lo sa.
Per questo non ne parla: Niente è più deflagrante di un popolo muto che si pone con la sua forza di fronte ai potenti, senza essere "contro", con la forza della non violenza e dell'autodeterminazione.
Forse è una pura utopia, ma i tempi e gli strumenti perchè questo possa succedere realmente adesso ci sono, basterebbe un po' di impegno, smettere di credere alla propaganda della frammentazione, del dividi et impera.
E ricominciare a guardare al vicino di casa come ad una persona che insieme a noi può amplificare la sua voce e dare nuovo vigore alle proprie potenzialità.
Parlarne comunque serve.
E se ne parla troppo poco.

 

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